GUIDA ALLA DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE: IL REPORT DELL'EVENTO

Sabato 27 maggio si è tenuto presso Il KiNO l’evento “Guida alla Distribuzione di Film Indipendenti”, incontro organizzato da Baburka insieme al Cartello degli Indipendenti, sulle migliori opportunità del momento per distribuire a basso budget film e cortometraggi.

La distribuzione è uno dei temi più sentiti fra produttori e registi autonomi. Come emerso durante la prima riunione del Cartello degli Indipendenti (per saperne di più vedi qui), molte opere faticano a circolare e a sfruttare a pieno le loro potenzialità di diffusione. Seguendo lo spirito del Cartello di trovare soluzioni condivise, si è deciso quindi di dedicare un pomeriggio alle possibilità di distribuzione per i film indipendenti attraverso festival, piattaforme VoD, sale e vendite.

Durante l’incontro si sono presentate diverse realtà attive nella distribuzione cinematografica, alcuni registi e produttori hanno raccontato la loro esperienza e il tutto si è concluso con un intenso dibattito tra ospiti e partecipanti.

Sono emersi parecchi spunti positivi e un panorama molto più ricco di opportunità rispetto a quando ci eravamo posti la questione “come si distribuisce un film indipendente?”

Di seguito un riassunto degli interventi e delle conclusioni che ne sono derivate.

CRISTIANO ANANIA – ASSOCIAK

Associak offre un servizio di distribuzione per cortometraggi nel circuito dei festival nazionali. Il servizio comprende la realizzazione del materiale promozionale e le pratiche d’iscrizione ai festival. Grazie al rapporto diretto con molti festival assicura una diffusione capillare in tutta Italia.

EMAIL: associakdistribuzione@gmail.com

FB: www.facebook.com/associak/

SITO: https://associak.wordpress.com

PIATTAFORME PER L’ISCRIZIONE ONLINE AI FESTIVAL

Le piattaforme per l’iscrizione online ai festival sono uno strumento indispensabile per chi vuole far circolare i propri lavori ai festival in modalità fai-da-te.

Le piattaforme permettono di:

1) risparmiare tempo, creando un’unica iscrizione valida per tutti i festival presenti nel catalogo della piattaforma;

2) trovare facilmente i festival più adatti al proprio film grazie ai filtri di ricerca;

3) tenere sotto controllo le scadenze e lo stato della propria iscrizione.

Le consigliate:

Filmfreeway: catalogo molto fornito, filtri di ricerca ottimi, gratuito.

Withoutabox: piattaforma storica, integrata con Imdb.

Festhome: servizi aggiuntivi a pagamento come traduzioni, sottotitoli, dcp; catalogo festival più europeo.

Reelport: catalogo limitato ma più incentrato su festival europei per cortometraggi.

Filmfestivallife: è anche un social network quindi utile per interagire con gli addetti del settore.

Shortdepot: dedicata interamente ai festival per cortometraggi.

Clickforfestivals: in rapida crescita, da tenere d’occhio.

ALESSANDRO REGALDO – GREY LADDER

Grey Ladder è una società con sede a Torino, che si occupa di sviluppo e produzione nell’ambito dell’intrattenimento, e soprattutto di progetti dal profilo internazionale, innovativo e cross-mediale. Il team Grey Ladder è composto da talenti emergenti e professionisti del settore; è un network fatto di collaborazioni e partnership trasversali ai vari ambiti della filiera produttiva, che mette a sistema operatori e imprese che si occupano di entertainment.

Alessandro ci ha parlato dell’esperienza di Grey Ladder soprattutto nei rapporti con le piattaforme VoD e in particolare Netflix, con cui hanno distribuito diverse opere. Alcuni degli spunti più interessanti sono stati:
1) Entrare in contatto con i distributori VoD non è impossibile, si tratta infatti di aziende lungimiranti e affamate di contenuti, quindi aperte a nuove collaborazioni. I festival e i film market creano delle buone occasioni d’incontro, come per esempio il MIPCOM di Cannes.
2) L’approccio migliore per avvicinarsi è quello di presentare dei progetti in fase di sviluppo già avanzato. Facendo l’esempio di una serie, l’ideale è portare un soggetto per lo sviluppo di almeno tre stagioni. Per quanto riguarda i film invece è meglio presentare più di un progetto, perché le piattaforme VoD cercano soprattutto collaborazioni estese piuttosto che sui singoli progetti.
3) La distribuzione su piattaforme VoD non è adatta a tutti i film. Alcuni film una volta venduti a un player rischiano di finire nei cosiddetti “cestoni delle offerte”, dove restano bloccati senza ottenere alcuna visibilità, mentre attraverso una distribuzione mediatica studiata si può dare al proprio film e alla propria produzione maggior pregio.

4) Il consumo di VoD è in constante crescita, soprattutto su smartphone, è quindi importante, se si ha come obiettivo la distribuzione su piattaforme VoD, pensare a dei format adatti alla fruizione su dispositivi cellulari e tablet. Esempio interessante è la app Studio+ concepita esclusivamente per un consumo su smartphone da parte di Canal+.

EMAIL: script@greyladder.net

FB: www.facebook.com/greyladder/

SITO: greyladder.net/en/

DISTRIBUZIONI DAL BASSO

Portale online che permette di accedere a opere culturali rilasciate con licenza Creative Commons tramite una donazione libera ma obbligatoria. Il sito raccoglie oltre 120 opere creative dirette da 80 registi, scrittori e musicisti, da Italia, Belgio, Francia e Inghilterra. Per questa ragione, i documentari vengono sottotitolati in italiano, francese e inglese (con possibilità di assistenza), e la piattaforma è fruibile nelle tre lingue. Intenzione della videoteca è infatti aprirsi al resto d’Europa e del mondo mettendo in rete quelle produzioni indipendenti che difficilmente troverebbero spazio nel mercato tradizionale.

I pilastri di DdB sono:

– Selezione a monte: sono predilette opere di contenuto sociale o di inchiesta e denuncia (“E’ stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati, vincitore del David di Donatello);

– Cultura Open: grazie alla Licenza Creative Commons 4.0 l’utente è libero di condividere il contenuto (in tutto o in parte) purché non sia a fine di lucro;

– Pay what you feel: la cultura può essere remunerativa e restare accessibile responsabilizzando l’utente a sostenere i progetti produttivi degli autori in catalogo. Percentuali: 50% autore; 20% piattaforma; 30% spese logistiche.

DdB si impegna anche nella promozione di rassegne culturali e momenti di networking tra registi, cinema e festival. Ad oggi sono più di 250 i circoli in tutta Italia e gli spazi affiliati che ospitano proiezioni e presentazioni delle opere targate Ddb.

FB: www.facebook.com/OpenDDB/

SITO: www.openddb.it

LUCA MALGARA – MOVIEDAY

Movieday è una piattaforma di autodistribuzione che permette di organizzare proiezioni nei cinema di tutta Italia. Per organizzare una proiezione basta registrarsi e prenotare, per una determinata data, una sala fra le 180 disponibili (ogni sala ha messo a disposizione degli slot fissi a settimana). In questo modo viene creato un evento che però si concretizza solo nel momento in cui un quorum di biglietti viene effettivamente venduto. Qualsiasi film che abbia un visto censura può essere proiettato e questo permette a molti film, che difficilmente ci arriverebbero in altri modi, di arrivare in sala.

Questo sistema permette di organizzare un lancio promozionale efficace e di tenere in sala un film finché c’è un pubblico interessato; inoltre, in caso di buona riuscita della campagna, permette di aumentarne il valore commerciale per gli sfruttamenti successivi.

Nell’ultimo anno almeno 15 produzioni hanno distribuito i loro film attraverso Movieday. Uno degli esempi di maggiore successo è il documentario “Unlearning” che ha realizzato più di 100 proiezioni andate sold out con Movieday e altre 80 organizzate dagli esercenti stessi, invogliati dal grande afflusso di spettatori. Altro esempio di successo è “Figli della Libertà”: per questo film Moviday è stato coinvolto già in fase di sviluppo, mettendo i biglietti per le proiezioni fra le ricompense per le offerte del crowdfunding; è stato scelto poi un lancio particolare, con 35 proiezioni in contemporanea in città diverse, e inserendo degli approfondimenti sulle tematiche del film dopo la proiezione. L’evento ha riscosso un successo tale che alla fine gli esercenti hanno richiesto altre proiezioni ed è stato deciso di lasciare il film sulla piattaforma.

Movieday fornisce anche servizi di logistica per la creazione delle copie, di marketing e comunicazione per aiutare le produzioni a intercettare e rimanere in contatto con la propria fan base, e un servizio di consulenza per lo sviluppo della propria strategia di distribuzione.

CONTATTI:

EMAIL: luca@movieday.it

FB: www.facebook.com/movieday.community/

SITO: www.movieday.it

FRANCESCO NOTARANGELO – CINEAMA

Cineama è una società di distribuzione di film d’essai che si basa su strategie social e sull’autogestione, ovvero bypassando le agenzie e privilegiando invece gli strumenti del passaparola e della diffusione sui social network. Per rendere questa distribuzione il più efficace possibile Cineama si concentra soprattutto sull’intercettare la community di riferimento del film o comunque sul crearne una. Uno dei metodi più frequenti è quello di creare delle partnership con degli sponsor che condividano gli stessi valori del film, basate sullo scambio reciproco di visibilità. Degli esempi molto riusciti sono quelli della sponsorship tra Legambiente e WWF e il documentario “La ricerca di un senso” che ha permesso al film di raggiungere un pubblico molto vasto e alle associazioni di promuovere la loro attività.

Questo tipo di distribuzione richiede un lungo percorso di accompagnamento e sostegno del film ma permette a film di nicchia di raggiungere grandi quantità di pubblico e un bacino di 150 sale. Uno degli esempi più eclatanti di questa strategia è “Io sto con la sposa” che è riuscito, al di là di ogni previsione, a ottenere un incasso di 400 mila euro.

CONTATTI

EMAIL: francesco.notarangelo@cineama.it

FB: https://www.facebook.com/cineama.it/

SITO: http://www.cineama.it/

JACOPO CHESSA – CENTRO NAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO: TORINO SHORT FILM MARKET E ITALIAN SHORT FILM VIDEO LIBRARY

Il Centro Nazionale del Cortometraggio è un progetto nato nel 2007 come cineteca e agenzia di promozione del cortometraggio italiano. Presente ai principali mercati internazionali, è l’interlocutore privilegiato di festival e buyer stranieri sul mercato del cortometraggio italiano.

Una delle sue iniziative più interessanti è il Torino Short Film Market, che avrà luogo quest’anno per la seconda volta all’interno del Torino Film Festival, sotto forma di due call:

 Oltrecorto: call per progetti di lungometraggi, serie tv, digital e gaming che siano l’evoluzione di un cortometraggio già realizzato. I corti e i progetti verranno presentati, nel corso di un pitch, a una platea di produttori e broadcaster alla ricerca di talenti con il fine di costruire un ponte tra il mondo del corto e quello della produzione. La call è aperta a registi e sceneggiatori di qualunque età e paese che abbiano realizzato un cortometraggio e che vogliano farlo evolvere in un lungometraggio, in una serie tv o digital o in un game.

 Distribuzione: call aperta a distributori, di qualunque Paese, che dispongano di un catalogo – nazionale o internazionale – di cortometraggi fino a 30’ da presentare a potenziali buyers televisivi e web, sotto forma di pitch.

 Altra interessante iniziativa CNC è l’Italian Short Film Video Library, ovvero una piattaforma che consente l’upload di cortometraggi, schede tecniche e altri materiali in tutta sicurezza. Infatti ciò che viene caricato non è in alcun modo reso pubblico e soltanto i buyers e i festival programmers iscritti vi hanno accesso e, se interessati all’acquisto e/o alla programmazione dei cortometraggi, possono mettersi direttamente in contatto con i relativi registi e produttori. L’annuale quota è di €20 per ciascun cortometraggio inserito.

CONTATTI

EMAIL: info@centrodelcorto.it

FB: https://www.facebook.com/CNCItalia/

SITO: www.centrodelcorto.it

ANTONIO LUCA PADOVANI

Produttore e regista, vive e lavora da diversi anni a Berlino. Antonio ha parlato della sua esperienza nella distribuzione in Germania del film “Le Meraviglie” di Alice Rohrwacher e del documentario “Belluscone” di Ciprì e Maresco.

Quello che ne è emerso è che in Germania c’è un grande interesse per il cinema internazionale, soprattutto a Berlino dove il 40% delle sale proietta in lingua originale. Il cinema italiano riscuote un successo particolare, sia perché attira parecchio la curiosità del pubblico tedesco, sia perché in Germania vive una grossa comunità italiana. Infatti, non sono poche le rassegne dedicate al cinema italiano e non è raro trovare in sala film italiani, anche in lingua originale.

Una difficoltà che i film italiani possono incontrare in Germania è quella dell’adattamento: a volte per rendere comprensibili i contenuti vengono stravolti dei significati, ma questo è il problema di ogni distribuzione internazionale.

Anche se Antonio ha parlato per lo più di film arthouse ma non veramente di nicchia, rimane il fatto che il cinema italiano è molto apprezzato in Germania e quindi è sicuramente un mercato estero da tenere in considerazione anche dalle produzioni più indipendenti. Inoltre distribuire al pubblico tedesco significa raggiungere un’area geografica più ampia della Germania che comprende anche Austria e Svizzera tedesca.

LUDOVICO DI MARTINO – REGISTA DE “IL NOSTRO ULTIMO”

“Il Nostro Ultimo” è un film del 2014 diretto e auto prodotto da Ludovico Di Martino quando era ancora uno studente del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Per la distribuzione, il film si era inizialmente appoggiato a una società già affermata, la “Pablo”, che l’aveva portato al cinema “Sacher” di Nanni Moretti. Quando si è presentata la possibilità di dare al film la distribuzione “classica”, Ludovico ha scelto di intraprendere una strada più in linea con la filosofia con cui era stato realizzato il film – come espresso nei titoli di testa “Tutti coloro a cui hanno partecipato a questo film presentano…”- e di portarlo in giro accompagnandolo sala per sala. “Il Nostro Ultimo” circola ormai da più di due anni nelle sale, nelle rassegne e nei festival, non solo d’Italia, ma di tutto il mondo, e a ogni proiezione è sempre presente una parte del cast e della troupe. Il racconto di come il film è stato realizzato è diventato parte integrante della proiezione.

Perché è stata scelta questa via quando si era presentata l’occasione di una distribuzione “vera e propria”? Per rispondere, Ludovico sostiene che realizzare un film in totale autonomia rimane comunque un modo per costruirsi una rampa di lancio per entrare nella vera industria del cinema e quindi accompagnare il film nella sua distribuzione (come si dice “mettendoci la faccia” sempre) rimane un modo per continuare a fare quello per cui il film è stato realizzato, ovvero farsi conoscere dagli addetti ai lavori e dagli spettatori e viceversa conoscere il pubblico e capire i suoi gusti, comunicare le proprie idee e la propria visione. Il prossimo passo da fare non può quindi che essere un altro film auto prodotto, ma questa volta attraverso un metodo di produzione di alto livello.

Altra dritta interessante è stata quella sull’aspetto burocratico/legale: anche un film auto prodotto in maniera del tutto informale può senza troppa difficoltà ottenere le autorizzazioni postume per la proiezione in sala (visto censura).

CONCLUSIONI

La distribuzione indipendente richiede spesso molta pazienza e creatività, trattandosi di un lungo percorso di accompagnamento e sostegno del film, che deve essere concepito sin dall’inizio di un progetto, sia in termini concettuali di marketing, che di budget. Fondamentale è individuare il proprio pubblico target (fan base) attraverso tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, dai social fino all’associazionismo tradizionale, in quanto saranno loro i veri e propri promotori del film durante tutta la sua vita, creando così un rapporto molto più profondo tra le opere in questione e il proprio pubblico, non più solo spettatore silente, ma attivo promotore del progetto stesso che ha scelto di sostenere anche con una semplice condivisione.

È importante capire quale sia la strategia di distribuzione più adatta al proprio film, per poter scegliere, sulla base dei temi trattati e del potenziale pubblico di riferimento, modalità e tempi di uscita e gli eventuali sponsor a cui legarsi.

Da non dimenticare la partecipazione ai festival, a cui spesso sono associati dei film market e durante i quali si creano importanti occasioni di incontro con altri addetti del settore, potenziali buyers e investitori. Il circuito festival è un canale importante soprattutto per i cortometraggi, non solo perché è il loro principale spazio di diffusione, ma anche perché può essere una sorta di “ariete” per sfondare una nuova porta: un cortometraggio può servire a presentare un progetto più grande – un lungometraggio o una serie – o essere l’aggancio per proporre nuovi progetti a potenziali investitori.

Tutto questo deve essere uno spunto per imparare a concepire in maniera innovativa i nostri progetti filmici, interrogarci sull’obbiettivo ultimo dell’opera che promuoviamo guardando oltre i tradizionali orizzonti: chi sono i nostri interlocutori? Come raggiungerli? Cosa si aspettano da noi? Come sorprenderli?

E’ importante uscire dall’idea dei singoli “casi di successo” per creare un “sistema funzionante di casistica di successo” e solo il network, tra tante realtà con caratteristiche differenti, può portare a una potenza creativa e innovativa di mercato, rendendo il cinema indipendente italiano non un insieme di sporadici “casi di successo” ma un sistema di mercato alternativo attivo a tutti gli effetti, che desti quindi interesse negli investitori e che si presenti sufficientemente forte da rivendicare la propria autonomia creativa, perchè la nostra forza siamo noi e la base del nostro pubblico siamo noi stessi dobbiamo solo imparare a guardare oltre.

La condivisione dei saperi e lo studio sono la base di un sistema forte che possa confrontarsi, un giorno, parimenti con le grandi realtà preesistenti.

LINK DIRETTA FACEBOOK DELL’INCONTRO: https://www.facebook.com/baburkaproduction/videos/1914555151903511/


Baburka presenta "Il Cartello degli Indipendenti": il primo incontro

Il seguente articolo del nostro blog vuole essere un report associato a delle considerazioni personali, a seguito del primo incontro de “Il cartello degli indipendenti”.

Il giorno 18 marzo nella ex sala consiliare di Via della Marranella, si è tenuto il primo incontro del Cartello degli indipendenti. Un esperimento promosso dalla Baburka Production per creare un network operativo fra relatà attive del settore cinematografico.
Tra gli oltre 70 partecipanti all’incontro, si sono presentate al potenziale gruppo di lavoro 25 realtà tra società, cooperative, gruppi informali e singoli.

Cristina Festa ci ha fornito una breve panoramica sulla situazione attuale delle produzioni che operano micro e lowbudget come spunto per il dibattito che si è tenuto al seguito della carrellata di presentazioni. Questa analisi dopo l’incontro è stata implementata ed è la base della riflessione successiva.

Iniziamo  dalla definizione della nostra area d’azione: cinema indipendente. Nell’immaginario comune si intende, solitamente, cinema fatto da produzioni che operano con basso budget, reperito principlamente da privati, spesso prodotte senza fondi pubblici; ma è necessario ai fini di un quadro completo prendere in considerazione anche tutte le autoproduzioni finanziate dai realizzatori stessi e/o da qualche sponsor, spesso in maniera del tutto informale.  Questo genre di cinema è da considerarsi operativo su più livelli, spesso determinati dal diverso tipo di budget a cui le realtà produttive hanno accesso. Allo stesso tempo, ogni produzione si muove tra questi diversi livelli a seconda dei progetti in atto.

Inoltre fare società in sé comporta dei costi molto alti per chi opera con micro e low budget, anche solo per l’esistenza societaria stessa, e anche questo porta ad interrogarci sulla reale necessitá di duplicazione degli enti. Infatti si potrebbe pensare di usufruire di societá cappello, che potrebbero farsi promotrici di progetti altrui con particolari condizioni di coinvolgimento attivo degli ideatori stessi,  facendoli uscire dalla unica posizione di ideatori attraverso un’ educazione alla coscienza produttiva, e trasformandoli quindi in produttori operativi.

Percorso che tra l’altro la maggior parte di chi opera nel nostro ambito ha già intrapreso, ossia quello di diventare produttore dei propri progetti per necessità, ma che deve essere potenziato ed affinato per poter aumentare le probabilità che i progetti vedano la luce, e per imparare ad analizzare a monte la propria potenziale utenza finale e quindi le reali possibilità che possono essere promesse a noi stessi e agli investitori.
L’accesso ai finanziamenti pubblici sono un’altro tema caldo, nonostante questa sia una delle principali fonti di sostentamento delle produzioni cinematografiche italiane, molte società che operano nel settore micro e lowbudget hanno a monte una barriera d’accesso: il capitale sociale e la liquidità. Alcune società nel corso degli anni riescono comunque a raggiungere i requisiti per accedere ai finanziamenti statali, incontrando poi, però, un’altra serie di problematiche correlate all’accesso al credito bancario e alle tempistiche dell’erogazione dei fondi.
Un cane che si morde la coda considerando che le nostre produzioni operano con budget bassissimi.

Queste problematiche portano perciò alla necessità di interrogarsi accuratamente sulla via da perseguire per i diversi progetti, dovendo spesso accantonare a priori la possibilità del finanziamento pubblico ai fini della sostenibilità del progetto complessivo.

Anche la composizione delle compagini presenti è spunto di riflessione: la maggioranza delle realtá partecipanti erano composte da registi, sceneggiatori e direttori della fotografia, pochissime avevano all’interno un elemento terzo che non coincidesse con le proprie persone e che si occupasse di produzione o reperimento e gestione fondi. Necessità questa annoverata fra i punti a cui il cartello collettivamente vorrebbe sopperire.

È importante da tenere in considerazione che la forza che un creatore può mettere nella presentazione di un proprio progetto è una delle chiavi di successo, ma solo se associata a tutta una serie di competenze tecniche produttive, competenze che permetteranno in un futuro di poter comprendere e supervisionare la scelta di un eventuale elemento esterno che prenda in carica i propri progetti.

Di seguito riportiamo un breve quadro delle debolezze e mancanze comuni riscontrate:

BANDISTICA E ACCESSO AL CREDITO
– requisiti formali (a livello legale o di capitale)
– competenze specializzate in compilazione ed applicazione progetti
– limitate risorse economiche con conseguente limitazione all’accesso al credito nonostante la vincita di bandi di finanziamento

FIGURE BUROCRATICHO/AMMINISTRATIVE
– produzione/ organizzazione
– educazione alla gestione di nuovi strumenti di reperimento fondi (es. Crowdfunding)
– formazione specializzata in ambito amministrativo/burocratico
– educazione alla promozione e alla vendita dei prodotti finiti

MARKETING, PUBBLICITA’, VENDITA
– personale interno con competenze di genere ( grafica, gestione web etc.)
– adeguate capacità di presentazione della propria azienda (marketing, pianificazione d’immagine e vendita dei propri servizi)
– personale dedicato al commerciale
– sistema di distribuzione dei prodotti finiti ( festival, sale, web)

Dopo questo breve sunto di punti da implementare è doveroso elencare i nostri punti di forza:

– giovani professionisti con età media sotto i 40
– capacitá di ottimizzazione dei costi
– diversificazione delle competenze in una singola persona
– diversificazione dei servizi offerti
– dimestichezza con nuove tecnologie e trend
–  maggiore libertà d’espressione nella redazione dei progetti
–  visione lungimirante

– energia operativa per la costruzione di un sistema cinema indipendente sostenibile

Arriviamo cosí ad abbozzare i primi potenziali punti che il cartello permetterebbe di raffiorzare nelle nostre realtá :

NETWORKING
– potenziamento condiviso di competenze in ambiti su cui altri membri della rete hanno già comprovata esperienza (es. amministrativo, pubblicitario, gestionale etc)
– connessione con possibili nuovi partner aziendali e collaboratori tecnico/artistici

SCAMBI
– di competenze (scambio di competenze attraverso seminari)
– di servizi (a prezzi agevolati o possibili compartecipazioni)
– di attrezzatura (possibilità di noleggi a prezzi agevolati e di creare pacchetti di materile collettivi)

VENDITA DI SERVIZI E PRODOTTI
– completezza della propria offerta produttiva attraverso la creazione di partenariati su reparti di cui si è sprovvisti internamente
– creazione di una rete distributiva indipendente a più livelli (festival, cinema, web)
– ampiamenti del raggio d’azione promozionale collettivo

In conclusione ad oggi una rete attiva è fondamentale per far fronte unito e trovare soluzioni condivise, per rendere le nostre produzioni autonome più forti e generare un modello sostenibile di crescita artistica, professionale ed economica per chi fa il nostro mestiere, spingendo i nostri clienti e lo stato a comprendre che il lavoro in ambito artistico e culturale ha un mercato, ed è necessario per questo alimentarlo ed educare il nostro pubblico partendo dal basso. Essendo ben coscienti dello scarso interesse che il paese in cui operiamo ha per le nostre problematiche e per ciò che produciamo, deve essere seriamente considerata l’importanza di creare delle solide connessioni con privati e realtà estere del nostro genere, per imparare da loro e per aprirsi delle porte verso il mercato estero, concependolo come potenziale punto di approdo delle nostre produzioni, per poi tornare in casa, più forti. È inoltre fondamentale lavorare sull’aggregazione, fidelizzazione e crescita di un pubblico attento all’arte e alla cultura, coinvolgendolo grazie al potenziale promozionale collettivo che possiamo ottenere unendo le forze comunicative di tutte le nostre realtà.

Il primo passo è stato mosso e la strada é tutta in salita, operativamente ad oggi siamo partiti da una categorizzazione delle realtà che si sono presentate per creare una lista di libera consultazione, chi ha partecipato all’incontro come uditore è stato inserito nella mailing list dedicata del cartello. Prima iniziativa che proporremo come Baburka al gruppo di lavoro, per capire chi realmente è intenzionato a investire il proprio tempo e competenze nel progetto, è quella di un evento collettivo all’interno del quale si possano organizzare dei seminari brevi e workshop, in cui proporre scambio di competenze, momenti di socializzazione e proiezioni, per testare il potenziale collettivo.
Sicuramente si presenteranno, come già sta accadendo, nuove adesioni al progetto, ma per andare verso una realizzazione concreta degli obiettivi sopra descritti è necessario lavorare per step calibrando le energie di tutti gli attori attivi.