Ci sono situazioni nella vita che, per una strana ragione, sembrano contemporaneamente vicininissime nel tempo e accadute anni e anni fa. Ed è questa sensazione che ci accompagna nel guardarci indietro a questo primo anno ufficiale di esistenza di Baburka.

Nonostante la storia Baburkiana inizi più di quattro anni fa, da un collettivo autonomo di giovani sognatori di cinema, la sede e le attività dei laboratori della Factory sono state infatti inaugurate esattamente un anno ad oggi.

Tempo di festeggiamenti quindi, ma anche di riflessione, su un percorso che, pur avendo fatto solo pochi passi rispetto al suo lungo iter, ha già portato molte soddisfazioni e ancora più prospettive per gli anni a seguire.

Partiamo dai progetti, negli ultimi 12 mesi sono stati portati avanti molteplici lavori, partendo dai lungometraggi di cui la Baburka ha curato la produzione esecutiva, ovvero “Franky” di Joel Anitori, e “Cattivo Sangue” di Simone Hebara (ancora in fase di produzione), ai video musicali di gruppi come i “Mavit”, gli “X-Aphrodites” e David Hofisi; dai reportage per eventi come il MICI di Matera 2017, ai cortometraggi, come “Arianna”, “La Terra degli Sconfitti”, “Abitudine” e altri in fase di produzione.

La sezione di produzione della Baburka sta marciando a pieno ritmo, come testimoniano i diversi progetti in cantiere (di cui purtroppo non possiamo ancora parlare in dettaglio, vi terremo aggiornati), ma che vedono la Production sempre più presente sul panorama delle produzioni cinematografiche dal basso.

Importante anche il percorso distributivo che segue alle produzioni, grazie al quale siamo riusciti a portare diversi progetti a festival internazionali importanti, collezionando anche premi e menzioni speciali; pensiamo in particolare ai lavori di Alì Kareem, come “CrISIS” o “Abraham“, e a “Break the Siege” di Giulia Giorgi che stanno avendo una diffusione mondiale, e molti altri.

Ma non possiamo parlare della Baburka senza menzionare la Factory e le moltissime soddisfazioni che sta raccogliendo in diversi progetti, come “Cats the Musical” prodotto da Operà Populaire, per il quale sono stati forniti i reparti di Trucco e Costumi, e che ha avuto un enorme successo di critica e pubblico, o come i progetti che li ha visti partecipare con la loro professionalità e capacità inventiva, dai lungometraggi ai video e i cortometraggi. Uno dei progetti più interessanti, ancora in fase di pre-produzione, è sicuramente “Go Home” film di Luna Gualano, che vedrà la Factory impegnata nella realizzazione di un’orda di zombie.

Si è inoltre attivata la produzione e vendita al dettaglio della “Baburka Cinema Crafts” linea di protesi standard e supporti per professionisti del makeup FX, già disponibile in punti vendita su Roma e a richiesta. La mole di lavoro affrontata ha permesso alla factory di allargare le proprie fila e di poter contare, ad oggi, su una squadra di truccatori, effettisti, scultori, artisti e tecnici capace di affrontare qualunque sfida gli venga posta davanti.

La Factory si è inoltre impegnata, negli ultimi 2 anni, per portare avanti il progetto “EffectUs“, il primo evento di Effetti Speciali in Italia, già al suo terzo anno (a Settembre la terza edizione), che sta diventando un appuntamento importantissimo per il mondo degli SFX, raccogliendo grandi nomi internazionali e offrendo workshop unici, oltre che ad un momento di incontro tra i professionisti del settore.

Ma “EffectUs” non è l’unico progetto di questo tipo che Baburka sta portando avanti, da quest’anno infatti si è dato il via al “Cartello degli Indipendenti”, progetto per creare connessioni e sinergie tra le micro-produzioni del territorio, con lo scopo di stimolare lavori comuni e mettere in rete conoscienze e capacità tra realtà simili, nella speranza di riuscire a superare le difficoltà di inserimento nel mercato ufficiale e di esplorare a fondo le nuove prospettive dell’indipendente.

E poi ancora tante altre idee e prospettive per il futuro, sia di tipo produttivo che organizzativo, ci sono davvero moltissime realtà a cui la Baburka si sta affiacciando e che intende esplorare, dalla distribuzione indipendente, con possibilità di creare un hub nazionale ad hoc, alle co-produzioni internazionali, non c’è limite a quello che si intende perseguire nei prossimi anni.

Qualcuno potrebbe chiedersi “Come?”, com’è possibile per una realtà giovane e senza capitali alle spalle seguire così tanti progetti, in un mercato del video che tende al ribasso e remando controcorrente al fiume di denaro pubblico a cui la burocrazia non permette di accedere a pieno titolo?

Risposta semplice: grazie alla passione. Non solo passione per il cinema, ma anche alla passione per un’idea di futuro diversa, che permette di guardare oltre alle difficoltà apparentemente insormontabili che il mercato del cinema presenta a prima vista, per immaginare un’alternativa capace di riportare i contenuti e la qualità al centro del discorso produttivo.

La strada è lunga, ma il percorso sembrerà più breve fintanto che saremo uniti e in continua espansione.

Stay tuned.

Pietro Tamaro.