World Bodypainting Festival 2013

Dipingere il corpo umano ha da sempre una valenza rituale in tutti i popoli primitivi, dall’Australia alle Americhe, dall’Africa al nord Europa. Il corpo diviene il mezzo attraverso cui gli dei si materializzano sulla terra, e i loro simboli riprodotti sulla pelle degli uomini assicuravano alle comunità la loro benevolenza in ambito religioso, bellico e sessuale. Dipingere il proprio corpo per divenire “altro” è quindi un bisogno atavico dell’uomo.

Dal 1998 c’è un luogo in cui, ogni anno, questa antica tecnica, spogliata del suo valore religioso e trasformata una personalissima forma espressiva, diviene il luogo più colorato al mondo in cui arte musica danza e tecnica si fondono: è Portschach,in Austria, nella regione della Carinthia. Una località turistica affacciata sul lago che accoglie  il World Bodypainting Festival.

Nel 2013 la nostra make up artist ed effettista Giulia Giorgi riesce a superare la fase semifinale e ad arrivare in finale; un percorso che sembra non arrestarsi dato che sia l’anno successivo che quest’anno rientra tra i migliori artisti del body painting mondiali.

Ogni anno il festival propone ai partecipanti, provenienti da quarantacinque paesi, un tema a cui ispirarsi e su cui confrontarsi per la realizzazione delle loro creazioni che non solo solo pittoriche ma delle vere e proprie istallazioni tridimensionali in movimento.

Nel 2013 il tema era Planet food e Giulia partecipa sia alla finale di body painting che a quella di UV in cui vengono usati colori ultravioletti tramutando i modelli in sinuose fonti di luce.

In questa categoria, insieme a Giovanna Carchia, Giulia realizza sul corpo dell’acrobata di corda Francesca Cioni un percorso astratto che unito alle evoluzioni verticali dell’acrobata raccontano il ciclo vitale di una pianta dal suo stato immobile di seme, attraverso la sua crescita, il suo sviluppo, la fioritura e infine la morte, come un ritorno cicliclo e pacifico alla madre terra. 

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Per la fase semifinale di  body painting, sempre sul tema Planet Food, Giulia presenta una creazione che  è dimostrazione del suo altissimo valore tecnico e un connubio perfetto tra la sua personalità, la cultura artistica italiana e un omaggio al paese ospitante, l’Austria. Giulia sceglie infatti di ispirarsi ad una artista del rinascimento italiano, che visse parte importante della sua produzione pittorica in Austria, alla corte asburgica di Massimiliano II:  Arcimboldo. Pittore della massima espressione del manerismo, irriverente, senza tempo. Studioso attentissimo agli dettagli della botanica e della biologia, che nelle sue opere fonde natura e uomo in un solo essere, dalle fattezze umane ma costituito da migliaia di elementi naturali, fiori, piante, animali. E se immaginiamo per un attimo di dare tridimensionalità alle sue creature ecco che il risultato sarebbe esattamente quello che Giulia ha creato. Una essere costituito da un insieme di fiori e frutti che sembrano essere cresciuti insieme fino a dare vita ad una creatura, sintesi unica dei doni della natura. La “Dieta Mediterranea” si fa arte, e per una vegetariana come Giulia, questa creazione assume un significato del tutto personale in un equivalenza tra un quadro che si fa vita e i frutti della terra come sostentamento dell’essere umano.

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Le protesi sono state realizzate in lattice e schiuma uretanica, la composizione è stata fatta partendo dalla disposizione dei vegetali presenti nel quadro originale, riadattandoli al volto della modella e trasponendoli sull’intero corpo come se fossero parte integrante della struttura ossea del personaggio.

Superata con successo la semifinale, la poliedricità di Giulia si esprime in un lavoro che vede come tema “holy geometry” ispirato la antica cultura yantra, disegno basato su simmetrie e figure geometriche nel tantrismo hindu e buddista. Li yantra sono disegni geometrici, piu o meno complessi che vengono utilizzati come supporto meditativo per favorire la meditazione. In questo caso, ancor di più, il corpo della modella diviene tela bianca su cui incidere complesse fioriture simboliche nei toni del blu e dell’oro, nella parte frontale. Il blu funge da base per delle applicazioni in rilievo in oro brillate dalla forma triangolare che vanno a comporre un sole geometrico che sembra fuoriuscire e irradiare luce proprio dalla parte centrale del corpo della modella: un cielo geometrico che richiama un cultura antica e spirituale.

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Sul retro troviamo l’opposto, dai colori del cielo si passa a quelli più caldi della terra, il rosso, e ancora l’oro degli astri. Simboli ricorrenti sono il cerchio e il triangolo, legati alla circolarità della vita, all’infinito e alle divinità.

Una complessa struttura con la stella a sei punte completa il lavoro.