In questi giorni e fino al 24 agosto, la Baburka Production Factory è impegnata nelle riprese dell’horror allegorico “Go Home- A casa loro”, diretto da Luna Gualano e scritto da Emiliano Rubbi.
Co- prodotto dalla Baburka, il film vede impegnati sul set i reparti scenografia, costumi e trucco della Factory. L’esordiente Edoardo Ayres da Motta, già attivo nelle scorse edizioni di EffectUs, affronta la sfida delle scenografie, ambientate principalmente all’interno del centro sociale Intifada e dello Strike spa che hanno messo a disposizione i propri spazi come location.
Il reparto costume è ovviamente capitanato dalla nostra Stefania Pisano, affiancata dalla bravissima Kaska Badyda, nuova scoperta del reparto.
Trattandosi di un horror, non poteva mancare la squadra di effetti speciali con le nostre Giulia Giorgi, Fosca Giulia Tempera, Sara Ianigro e la new entry Rufael Petros.


Tutta la Baburka è molto fiera di partecipare a questo progetto importante e doveroso per il momento storico che stiamo vivendo. “Go home”, infatti, affronta il tema dell’immigrazione da un punto di vista decisamente originale: gli “zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, dei profughi, del “diverso da sé” in generale” (ndr).
Il design degli zombie, ideato e realizzato dal nostro reparto makeup effetti speciali, ha poi in sé un messaggio intrinseco che rinforza maggiormente il legame tra l’attualità (l’immigrazione e gli sbarchi) e il film: la caratterizzazione degli zombie, infatti, è ispirata ad un’estremizzazione delle malattie che spesso sono contratte durante “il viaggio ” verso l’Europa , quali la scabbia, gravi eruzioni cutanee ed effetti della disidratazione, dovute alle condizioni precarie e insalubri, in cui i migranti sono costretti ad affrontare le più terribili situazioni dalla prigionia all’attraversamento del deserto e del mare.
Inoltre la colorazione dei nostri zombie mantiene dei toni caldi, caldi come il sangue infetto che scorre per le strade di Roma a causa dell’apocalisse, ma anche come il sangue di chi si è salvato, simbolo della speranza che porti alla “guarigione dall’infezione zombie” per un futuro migliore.


L’horror inteso come mezzo per affrontare un argomento scottante e decisamente controverso; d’altronde, non è un film dell’orrore quello che succede nei nostri mari e nelle nostre strade?
Il film affronta il tema osservandolo dal punto di vista dell’ “altro”, ma allo stesso tempo attraverso gli occhi di chi non si sarebbe mai immaginato di vivere in prima persona la realtà del migrante. La trama infatti racconta di come, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro di accoglienza, si scateni un’apocalisse zombie proprio all’esterno del centro che diventa così l’unico baluardo di salvezza del mondo e nel quale si rifugia Enrico, un estremista di destra che protestava proprio contro quel luogo che ora lo sta salvando. I veri mostri sono fuori.


Il film è il risultato di un vero dispiegamento di forze, associazioni, produzioni, artisti e privati che hanno creduto nel progetto e dato il loro apporto per realizzarlo e dargli la vita che merita.
Co- prodotto da La Zona di Luna Gualano ed Emiliano Rubbi, Baburka e Cocoon Production, il film vede la partecipazione anche di Zero Calcare per il disegno della locandina; Il Muro del Canto, i Train to Roots, Daniele Coccia e Piotta si stanno occupando delle musiche; Larp Italia e Live game Roma stanno aiutando nella raccolta fondi.

L’esperienza “Go home” ha anche dato vita a “Il ponte sullo schermo”, un laboratorio di cinema e videomaking tenuto presso lo Strike spa e rivolto ai migranti presenti sul territorio romano “nato dalla volontà di dare ai ragazzi le nozioni necessarie per potersi esprimere ed auto-rappresentare, a fronte di una sempre più distorta immagine che i media danno delle persone che arrivano sulle nostre coste e del fenomeno migratorio in generale.”
I ragazzi del laboratorio partecipano attivamente alla realizzazione del film in veste di attori o membri della troupe e in più, grazie alla Cocoon Production, in compartecipazione con Arci, e a Yomigro, che assiste nelle fasi del laboratorio, è in corso la documentazione del progetto in tutte le fasi antecedenti alle riprese durante il laboratorio assieme a Sara Ahmed, per presentarlo poi al Sabir Festival.
Al termine delle riprese, il laboratorio diventerà permanente ed indirizzerà i propri sforzi verso la realizzazione pratica di documentari e cortometraggi ideati dai suoi partecipanti.

“Go Home” è un progetto importante ed è un’altra voce che sta cercando di fare luce su un tema delicato e troppo spesso declassato a una questione di ignorante razzismo; certamente paragonare i razzisti a un’orda di zombie è un’interpretazione nuova e interessante, ma proprio per questo siamo sicuri che lascerà il segno nelle persone che lo guarderanno. “A casa loro” devono andare l’ignoranza e la paura, per lasciare il posto a conoscenza e comprensione e coraggio di vivere un nuovo mondo.
Guardate il mondo con altri occhi, gli occhi di chi vive davvero un film dell’orrore.
 

Se volete seguire e sostenere il progetto, ecco i link utili per farlo:

SITO http://www.gohomethemovie.com/

PER DONARE https://www.produzionidalbasso.com/project/go-home-a-casa-loro/

FB https://www.facebook.com/gohomethemovie/

 

Rassegna Stampa:

I razzisti sono zombie: sul set dell’horror movie che racconta i migranti” – La Repubblica

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-3aa51945-a769-4f49-81ca-ed3dda7adab5.html Rai Radio3 (minuto 13)

 

 

Sara Galliano

photo credit: Pedro Eno