Quando gli amici di Nikada film ci hanno proposto di “sfidare” il nuovissimo dispositivo della Apple, l’IPhone X, e in particolare la sua nuova funzionalità chiamata Face-ID, realizzando una riproduzione in silicone del volto di una modella, non abbiamo potuto che accettare, entusiasti di realizzare questo esperimento.

Il reparto di effetti speciali di trucco della nostra sezione artistica Baburka Production Factory, nonostante i tempi strettissimi, ha accettato la sfida in una corsa contro il tempo con il count down all’uscita dell’Iphone X, per essere i primi in Italia a fare questo tipo di sperimentazione.

Siamo partiti realizzando un calco in silicone della modella Alessandra

Terminato il calco abbiamo stampato una copia del positivo in plastilina, passaggio che ha reso possibile  aggiungere gli occhi aperti al volto.

 

Successivamente è stato realizzato il calco della scultura finita e ne è stata stampata una copia, questa volta in silicone al platino, pre-colorato con i toni dell’incarnato di Alessandra. Il pezzo in silicone è stato poi dipinto a mano, per riprodurre tutti i dettagli e le discromie della pelle della modella. Terminata la pittura siamo passati alla riproduzione degli occhi, anche questi realizzati a mano applicando una copia stampata delle iridi su un nucleo in resina e ultimando tutti dettagli e le rifiniture. A questo punto il volto di Alessandra è quasi terminato, mancano solo ciglia, sopracciglia e capelli,  che sono stati applicati con la tecnica dell’Hairpunching

Purtroppo l’esperimento ha dato ragione alla Apple: il sistema di FaceID infatti ha superato a pieni voti il test rimanendo sempre bloccato di fronte al volto in silicone. Il telefono si sbloccava solo tramite il vero volto della modella e non con la riproduzione. I test sono stati condotti utilizzando anche coperture del volto parziali, diverse angolazioni dello sguardo e del volto, diverse temperature e condizioni di luce.

In tutti i casi la resa del sistema si è dimostrata decisamente all’altezza, giusto qualche incertezza nello sbloccarsi con il volto della modella in alcune condizioni, ma mai tali da dubitare dell’efficacia del sistema, in ogni caso, ci si può aspettare che nelle prime fasi il sistema abbia bisogno di un periodo di setup per allenare la rete neurale al riconoscimento immediato del volto in qualunque condizione, sbloccaggio dopo sbloccaggio.

DI SEGUITO IL VIDEO DELL’ESPERIMENTO

Ma cosa ha reso possibile un avanzamento tecnologico del genere?

Leggendo la overview della Apple si evince che il Face ID è disegnato per riconoscere l’attenzione dell’utente ed evitare le falsificazioni sia digitali che fisiche. La telecamera utilizza una tecnologia denominata “TrueDepth”, che insieme al chip A11 esegue la scansione tridimensionale del volto in tutte le condizioni di luce, sfruttando tre ulteriori componenti funzionanti in infrarosso. L’immagine acquisita viene comparata con la rappresentazione ottenuta in fase di setup e viene aggiornata dinamicamente ad ogni accesso compiuto sfruttando il motore neurale del chip A11 Bionic.

Il motore di riconoscimento del volto rappresenta in definitiva la sintesi delle migliori tecniche attualmente disponibili sul mercato consumer. Tutte le tecnologie utilizzate sono state finemente messe insieme, nonostante prese singolarmente esistessero già da almeno un decennio; ciò che risulta notevole è lo sforzo fatto per miniaturizzare e rendere economicamente vantaggiosa la loro implementazione, a testimonianza del fatto che ogni giorno la tecnologia evolve gettando le basi per i meravigliosi salti evolutivi che la storia ancora ci mantiene celati.

Tuttavia l’azienda Vietnamita Bkav Corp attraverso tecnologie ibride quali stampa 3d, prostetica in silicone e stampe bidimensionali, è riuscita grazie alle loro conoscenze tecniche nel campo della sicurezza a vincere il dispositivo Apple.

 

La scelta di accettare questa sfida è stata dettata anche dalla volontà di capire verso dove stiamo andando in rapporto alla tecnologia: innumerevoli progetti cinematografici su evoluzioni tecnologiche e realtà distopiche si fanno sempre più realistici.

Questa nuova tecnologia ci porta a delle considerazioni: gli innumerevoli applicativi che contornano ormai la nostra quotidianità possono essere fonte d’ispirazione oltre che di riflessione. Capire ad esempio quanto la concessione della nostra libertà personale in cambio di una apparente sicurezza sia realistica in questo processo di crescita dell’umanità e fino a che punto sia possibile porre delle condizioni qualora se ne volesse far parte.

E’ necessario affrontare in maniera consapevole l’ecosistema tecnologico in cui viviamo quotidianamente, per poterne fruire dei benefici proposti non oltrepassando la soglia che non riteniamo più appropriata per la nostra persona. La libertà di un individuo si fonda sulla consapevolezza.

 

Ringraziamo per la consulenza tecnica Alain Bindele della PC-Go, potete trovare maggiori approfondimenti al seguente link  https://pc-go.it/iphone-x-makeup-artists-vs-apple-face-id/

Sara Ianigro e Giulia Giorgi