Buongiorno a tutti. Che dire? Non poteva mancare una nostra recensione di quello che, per un motivo o per l’altro, è uno dei film evento di quest’anno. Stiamo parlando, ovviamente di “La La Land”, del regista Damien  Chazelle, candidato a ben 14 Oscar e già vincitore di 7 Golden Globe.

Dopo averlo visto, dobbiamo ammettere che è venuta spontanea la domanda: perché tutto questo clamore? Intendiamoci, il film è bello. Ben fatto, diretto egregiamente e interpretato da manuale. Molti sono gli spunti interessanti, soprattutto nella scelte che hanno dato vita a questo film, attuale nella storia nonostante, sia a prima che seconda vista, si tratta di una perfetta rappresentazione dello stile cinematografico degli anni 50’. Come dire, hanno o modernizzato i “fifties”, o reso gli  anni 50 il presente; in ogni caso l’esperimento è riuscito e la dualità d’epoche che si respira all’interno della pellicola è una delle cose migliori, assieme alla fotografia e al montaggio.

Questi sono, però, aspetti abbastanza raffinati da analizzare e non possono essere i soli motivi alla base dell’entusiasmo dimostrato da critica e pubblico. Ripetiamo, il film è bello, la storia riesce ad essere classica e non banale (e non è davvero poco) e le interpretazioni, per quanto a volte sopra le righe, reggono. Allo stesso tempo ci sono dei notevoli dilatazioni, soprattutto nella parte centrale del film, che spezzano il ritmo spesso invece brioso della storia. Inoltre, e qui ci dispiace essere crudi con le (immagino molte) fan, il Signor Gosling non ha né una bella voce né tanto meno una predisposizione al canto. Non che sia una campana, solo non è un cantante e si vede (e si sente), e neanche la sua cara Emma Stone brilla per capacità canore. In quello che da molti è stato chiamato “il musical del decennio”, ci si aspettava che gli interpreti fossero più all’altezza della situazione.

Allora qual è la ragione di tutto il clamore e l’entusiasmo attorno al film? Ci duole dirlo, ma temiamo sia stata solo questione di una geniale azione di marketing, dimostratasi però un’arma a doppio taglio. Le aspettative attorno a quella che, senza dubbio, è una onesta pellicola contemporanea, hanno stravolto il giudizio dello spettatore che, forse, si sarebbe goduto di più il film trovando le intuizioni visive e musicali più sorprendenti e si sarebbe abbandonato più facilmente alla bella e piacevolmente realistica storia d’amore che racconta. Insomma, se ci si aspetta un capolavoro del cinema, non si potrà che rimanere delusi.