Cos’hanno in comune l’evoluzione dell’umanità e il formato video? La ricerca di salire in posizione verticale, di sollevare il disordine, di farsi notare.

L’ascesa dei dispositivi a schermo verticale e dei contenuti video verticali è l’ultima evoluzione in termini di formato video. È efficace, ha un impatto.

La maggior parte dei video digitali viene già guardata su dispositivi mobili e anche se le persone praticamente non girano mai i loro dispositivi su un lato, molti esperti di marketing continuano a realizzare i video in orizzontale.

Questi esperti stanno perdendo il potere significativo e coinvolgente del video verticale, che secondo una ricerca di Facebook aumenta la crescita del marchio ed è cinque volte più apprezzata rispetto ai video tradizionali da guardare con l’audio acceso.

 

Origini del formato verticale

 

Nam June Paik, il padre della videoarte, ha spesso sperimentato il formato verticale; in particolare con la sua installazione di The Egg Grows nel 1984. Ha letteralmente girato gli schermi orizzontali 4: 3 in verticale per amplificare il messaggio della crescita.

Nel 2005, Bill Viola, un pioniere della new media art, ha creato opere che combinano immagini filmate e musica in quelli che lui chiama “ambienti totali che avvolgono lo spettatore in immagini e suoni”.

 

Qui il video https://www.youtube.com/watch?v=K4YwCqErNcI

 

Più di recente, nel 2012 i Muppet hanno scelto la direzione dei video di ritratto e l’hanno derisa come una sciocca “Sindrome da video verticale”. Al minuto 1: 21 del video linkato in basso spiegano come YouTube si adatterà al verticale: mostrano quattro video verticali contemporaneamente, solo per risparmiare la larghezza di banda.

Questo sketch ha dimostrato che le piattaforme digitali e i social network dovrebbero adattarsi al formato verticale e all’aumento esponenziale del traffico di dati causato dal consumo di video.

Stranamente YouTube ha finalmente adattato il suo lettore ai video verticali a dicembre 2017.

Qui il video https://www.youtube.com/watch?v=dechvhb0Meo

 

Passare dal formato 16:9 al 9:16

Il numero di schermi nell’epoca in cui viviamo, è alle stelle. Molti canali richiedono formati diversi, il contesto cambia in base a dove e quando viene offerto il contenuto.

Questa è una sfida per gli artisti e i produttori di contenuti che devono decidere come distribuire i budget di produzione. La maggior parte dei video è ancora realizzata per canali tradizionali – TV, ecc. – con l’idea di riutilizzare gli schermi mobili.

Solo il 14% afferma che la creatività video è in genere sviluppata principalmente per piattaforme mobili che è bassa rispetto all’importanza del contenuto.

È anche vero che siamo già abituati a leggere contenuti in modalità verticale, basti pensare ad un semplice libro, e siamo ormai anche abituati a fare foto in formato verticale. Se facciamo un piccolo salto indietro ci accorgiamo come nonostante le prime televisioni erano in formato 4:3 si siano evolute fino ad arrivare ai 16:9, un formato creato proprio per stupire il consumatore allargando lo schermo. Oggi il formato verticale propone il contrario; un 9:16 che riduce notevolmente l’inquadratura prediligendo un focus su meno elementi.

 

Sono sempre di più i cortometraggi che vengono proposti ai festival nel formato verticale e questa tendenza sembra in aumento. Sono nati addirittura eventi dedicati interamente allo sfruttamento di questo formato.

Il Verticalmovie Festival è arrivato alla sua terza edizione e pone una rivoluzione nel mondo dell’audiovisivo:il formato verticale. Ideato e artisticamente diretto da Salvatore Marino, organizzato da integrare A.C. e da Maurizio Ninfa di interproject event s.r.l.. L’idea è stata subito sposata da un gruppo di artisti dello spettacolo quali sceneggiatori, registi, film editor, produttori. VerticalMovie è un contenitore che mette a disposizione competenze e professionalità per creare un polo produttivo di contenuti esclusivamente verticali per il web.

Da questa comunione d’intenti è nato il primo festival internazionale dell’audiovisivo verticale.

 

Qui il sito del festival dove è possibile visionare le opere delle passate edizioni

https://www.verticalmovie.it

 

In questo contesto anche Baburka ha supportato il cortometraggio ‘Letizia’ scritto e diretto da Romeo Vincenzo De Nicola e girato interamente in formato verticale. L’opera della durata di sette minuti, racconta la complessità e il fascino della vecchiaia. Per sperimentare questo mezzo il regista ha scelto il linguaggio del documentario e ha deciso di farlo intervistando una persona che avevo conosciuto nel suo percorso artistico e che lo aveva colpito profondamente.

Quello che infatti permette di fare il formato verticale a scapito di quello orizzontale a 16:9, è di focalizzare l’attenzione su pochi elementi. In questo caso l’anziana protagonista.

‘Letizia’ è il racconto di una vita che dimostra come la bellezza non sia un concetto legato alla sfera estetica, perché si può essere affascinanti anche a novantasette anni.