Si è conclusa da poco la 74° edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, purtroppo con una triste notizia: è stato arrestato al rientro in patria il regista libanese Ziad Doueri. Dovrà comparire davanti al tribunale militare  “per aver cospirato con il nemico”, proprio per la presentazione al Festival del suo ultimo film, “L’Insulto”, il cui protagonista Kamel El Basha è il vincitore della Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile.

In quest’edizione un po’ sottotono, le note più originali sono state la scelta di un “padrino” (Alessandro Borghi), invece della consueta madrina, e la creazione di un nuovo Premio, il “Venice Virtual Reality”, con una giuria presieduta dal regista John Landis (“The Blues Brothers”, “Animal House”, “Un Lupo Mannaro Americano a Londra”, “Una Poltrona per Due”) che ha assegnato i premi:

Tra i premiati molti italiani, tra cui l’atteso “Ammore e malavita” dei Manetti Bros, che ha vinto il Premio Francesco Pasinetti sia come miglior film che per il migliore cast, e il Premio Soundtrack Star Award Special per la colonna sonora di Pivio e Aldo De Scalzi. Tra i premi italiani anche il Leoncino d’Oro Agiscuola assegnato a “Ella & John – The Leisure Seeker” di Paolo Virzì, il Premio Soundtrack Stars alla Carriera assegnato ad Andrea Guerra (compositore, fra gli altri, delle colonne sonore de “Le Fate Ignoranti”, “La Finestra di Fronte”, “Che ne Sarà di Noi?”) e il Premio Civitas Vitae assegnato a “Il Colore Nascosto delle Cose” di Silvio Soldini. Inoltre sono stati premiati con una menzione speciale gli italiani “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli (vincitore anche del Premio Orizzonti come miglior film) e “Gatta Cenerentola” di Alessandro Rak, film d’animazione che si spera serva al rilancio di un genere molto sottovalutato nel nostro Paese.

I premi principali sono andati, oltre al già citato Kamel El Basha, vincitore della Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile per il film “L’Insulto” di Ziad Doueri, a Charlotte Rampling (Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile per “Hannah” dell’italiano Andrea Pallaoro), a Charlie Plummer (Premio Marcello Mastroianni per il miglior attore emergente per il film “Lean on Pete” di Andrew Haigh, tratto da romanzo “The Ballad of Charley Thompson” di Willy Vlautin) e infine il Leone d’Oro per il miglior film al fiabesco “The Shape of Water” di Guillermo Del Toro, che sembra aver messo d’accordo critica e giuria, presieduta quest’anno da Annette Bening. Da menzionare anche il Leone d’Oro alla carriera assegnato a Jane Fonda e Robert Redford che, alla consegna del premio, hanno ricevuto una standing ovation meritatissima.

Infine un successo che ci tocca da vicino: la presentazione come evento speciale del cortometraggio “Arianna” di David Ambrosini, a cui hanno lavorato i “nostri” Sara Galliano (segretaria di edizione), Pietro Tamaro (aiuto regista), Amos Maccanti (data manager), Stefania Pisano (costumista) e Valentina Vocale (assistente costumista). Il corto, ispirato ad una storia vera, tratta una tematica delicata, quella dell’inserimento nel mondo lavorativo delle persone transessuali, e siamo fieri del successo riscosso al Festival per aver, nel nostro piccolo, aiutato a puntare i riflettori su una realtà purtroppo drammatica. Facciamo i nostri migliori auguri ad “Arianna” per i successi presenti e, si spera, anche futuri.

 

 

Valentina Vocale