Il 2018 non è iniziato con il sorriso, questo lo possiamo dire senza problemi, e la stessa tensione e sfiducia nei confronti del mondo si poteva facilmente percepire anche l’altra sera, durante la cerimonia degli Oscar. Nonostante il buonumore che il presentatore Jimmy Kimmel è riuscito a portare sul palco degli Academy Awards e le parole ispirate di molti vincitori (soprattutto le donne), un velo di insicurezza e protezionismo nei confronti della categoria aleggiava nella sfavillante cornice della cerimonia.

Sarà stato perché quest’anno non ci si poteva permettere uno sbaglio grossolano come quello dell’anno scorso (l’ormai storico scivolone durante la consegna del premio al miglior film), sarà perché è il primo anno in cui Harvey Weinstein non fa parte dell’Academy e in cui tutto il mondo del cinema americano si è confrontato con il ben noto maschilismo dominante dell’ambiente, sarà perché lo spettro di Trump e la sua antipatia nei confronti del mondo Hollywoodiano (da sempre schierato a “sinistra”) sono una realtà contro cui tutti i presenti in sala si sentivano in dovere di combattere, o forse perché quest’anno segnava il 90° compleanno della statuetta più amata dagli americani, fatto sta che sia i premi che le consegne hanno mantenuto un’aura di serietà e compostezza.

Poche concessioni sono state fatte all’improvvisazione durante i lanci delle categorie con uscite misurate rispetto al classico script; l’ unica vera “buffonata”ad opera del simpatico Kimmel, ovvero l’idea di regalare una moto d’acqua al premiato che  occupava meno tempo con i ringraziamenti, era comunque parte di un “piano organizzativo” che doveva superare l’embarassment dell’anno scorso. Uniche note di colore da ricordare, la leggerezza di Kumail Nanjiani nell’affrontare il tema della diversità e l’idea ironica e dissacrante di imbucare un buon numero di Star ad una proiezione con comuni mortali, che si sono così visti offrire caramelle e hot-dog da personaggi come Guillermo del Toro, Harvey Hammer e altri big.

Veniamo quindi ai premiati; a parte Guillermo del Toro, che si è meritatamente portato a casa Miglior Film e Miglior Regia con il toccante ed impeccabile La Forma dell’Acqua (vincitore anche dei premi per miglior Scenografia e Musica Originale), ci teniamo a ricordare che il grandissimo maestro del cinema Roger A. Deakins, dopo ben 14 nomination negli anni passati, ha finalmente vinto l’Oscar per la fotografia, meritatissimo per lo stupendo look che è riuscito a donare all’altrimenti (perdonate l’opinione personale) mediocre Blade Runner 2049, che comunque si aggiudica anche la statuetta per miglior VFX (anche qui meritatamente, dato che fotografia ed effetti digitali erano le due cose migliori del film). Certo, sul fronte della parità di genere un po’ dispiace per Rachel Morris, prima donna ad essere nominata per la fotografia, ma negare il premio a Deakins sarebbe stato veramente un insulto ad uno dei migliori degli ultimi decenni.

Passando agli attori, siamo contenti che Gary Oldman abbai finalmente ricevuto la conferma della sua grande maestria per The Darkest Hour, tanto quanto lo siamo per Sam Rockwell, che ha sbaragliato una nutrita concorrenza vincendo il premio per miglior attore secondario con Three Billboards Outside Ebbing, Missuri, titolo che ha coronato, per la seconda volta, anche la sua attrice protagonista, la strepitosa Frances Macdormand, l’unica ad aver spostato l’attenzione della disparita tra uomini e donne ad Hollywood dagli scandali sessuali all’effettivo coinvolgimento produttivo delle donne nei progetti. L’unico premio meno scontato, in questa categoria, è andato meritatamente ad Allison Janney per I, Tonya per l’interpretazione di una delle madri peggiori della storia, ruolo che la Janney sa far suo con particolare abilità se pensiamo anche a Bonnie Plunkett della serie tv Mom.

Ci teniamo a menzionare lo splendido lavoro fatto dal team di Kazuhiro Tsuji per il make-up di The Darkest Hour, con cui sono riusciti a trasformare Gary Oldman in un più che credibile Wiston Churcill; il talentuoso e simpatico Mark Bridges che ha firmato i costumi de Il Filo Nascosto (e che ha vinto la moto d’acqua grazie al suo discorso di appena 36 secondi); il meritatissimo premio per miglior sceneggiatura originale a Jordan Peel, primo afroamericano ad ottenere una nomination per regia, miglior film e miglior sceneggiatura per un progetto che ha anche prodotto lui stesso.  Per quanto riguarda il resto delle statuette, menzioniamo brevemente il successo di Coco, che si porta a casa miglior film di animazione e miglior canzone originale; di Icarus, documentario sul doping nel ciclismo; Dunkirk, nonostante le tante nomination, porta a casa solo premi minori, come sound editing e montaggio; mentre il premio per miglior film straniero va a A Fantastic Woman, dando così al Chile la sua prima statuetta. Infine, il film che ha diviso il panorama cinematografico italiano tra chi lo reputa un prodotto nostrano e chi, giustamente, ne riconosce la produzione statunitense (anche perché in Italia non si sarebbe mai concretizzato), ovvero Call By Your Name di Guadagnino, che porta a casa solamente il premio per miglior sceneggiatura non originale.

In definitiva, un’edizione senza sorprese e senza sfarzo:  qualcosa nel panorama del cinema americano di sicuro sta cambiando anche se siamo anni luce dalla supposta rivoluzione di genere che metterà fine all’egemonia maschile della categoria. Hollywood mantiene la sua posizione di apertura alle minoranze e alla diversità ma, allo stesso tempo, celebra la loro presenza ancora come una cosa straordinaria. Speriamo che alle belle parole seguano anche fatti, non tanto per volontà di avere il politicamente corretto a tutti i costi, ma per offrire l’opportunità di brillare anche ai tanti che non rientrano perfettamente nei canoni classici dei premiabili. Jordan Peel, la candidatura della Gerwig e della Morris e in generale una maggiore attenzione a prodotti un po’ più di nicchia già fanno sperare in un qualcosa di nuovo. Ma in fondo lo sappiamo,  gli Academy sono e rimarranno divisi tra le major americane, e più che una speranza di apertura a produzioni minori, confidiamo in un’attenzione da parte dei grandi player del mondo Hollywoodiano verso opere più ricercate e con qualcosa di importante da dire. Speriamo.

 

Pietro Tamaro

Tutti i premiati:

Miglior film
Chiamami col tuo nome
L’ora più buia
Dunkirk
Get Out – Scappa
Lady Bird
Il filo nascosto
The Post
La forma dell’acqua – The Shape of Water
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior regia
Christopher Nolan, Dunkirk
Jordan Peele, Get Out – Scappa
Greta Gerwig, Lady Bird
Paul Thomas Anderson, Il filo nascosto
Guillermo del Toro, The Shape of Water – La forma dell’acqua

Miglior attrice protagonista
Sally Hawkins, La forma dell’acqua – The Shape of Water
Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird
Meryl Streep, The Post

Miglior attrice non protagonista
Mary J. Blige, Mudbound
Allison Janney, I, Tonya
Lesley Manville, Il filo nascosto
Laurie Metcalf, Lady Bird
Octavia Spencer, La forma dell’acqua – The Shape of Water

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet, Chiamami col tuo nome
Daniel Day-Lewis, Il filo nascosto
Daniel Kaluuya, Get Out – Scappa
Gary Oldman, L’ora più buia
Daniel Washington, Roman J. Israel , Esq.

Miglior attore non protagonista
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Richard Jenkins, La forma dell’acqua – The Shape of Water
Christopher Plummer, Tutti i soldi del mondo
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior film straniero
A Fantastic Woman (Cile)
L’insulto (Libano)
Loveless (Russia)
On Body and Soul (Ungheria)
The Square (Svezia)

Miglior film d’animazione
Baby Boss
The Breadwinner
Coco
Ferdinand
Loving Vincent

Miglior corto d’animazione
Dear Basketball
Garden Party
Lou
Negative Space
Revolting Rhymes

Miglior sceneggiatura originale
The Big Sick
Get Out – Scappa
Lady Bird
La forma dell’acqua – The Shape of Water
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior sceneggiatura non originale
Chiamami col tuo nome
The Disaster Artist
Logan
Molly’s Game
Mudbound

Miglior colonna sonora originale
Dunkirk
Il filo nascosto
La forma dell’acqua – The Shape of Water
Star Wars: Gli ultimi Jedi
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior canzone originale
Mighty River,  Mudbound
Mystery of Love, Chiamami col tuo nome
Remember me, Coco
Stand up for something, Marshall
This is me, The Greatest Showman

Miglior montaggio
Bady Driver
Dunkirk
I, Tonya
La forma dell’acqua -The Shape of Water
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior fotografia
Blade Runner 2049
L’ora più buia
Dunkirk
Mudbound
La forma dell’acqua – The Shape of Water

Miglior scenografia
La Bella e la Bestia
Darkest hour
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua – The Shape of Water

Miglior costumi
La Bella e la Bestia
L’ora più buia
Il filo nascosto
La forma dell’acqua – The Shape of Water
Victoria e Abdul

Miglior effetti speciali
Blade Runner 2049
Guardiani della Galassia 2
Kong: Skull Island
Star Wars: Gli ultimi Jedi
The War: Il pianeta delle scimmie

Miglior trucco
L’ora più buia
Victoria e Abdul
Wonder

Miglior effetti sonori
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua – The Shape of Water
Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Miglior documentario
Abacus
Faces Places
Icarus
Last Men in Aleppo
Strong Island