FRANKY

Franky è un ragazzo ventiquattrenne cresciuto in una famiglia di ex sessantottini che dopo il divorzio dei genitori ha seguito la madre in giro per paesi esotici.

Ricevuta in eredità la vecchia e ormai abbandonata comune in Umbria, Franky decide di ritornare a casa, non certo per nostalgia, ma per vendere la proprietà al migliore offerente e godere del ricavato tra viaggi e piaceri libertini.

I piani del giovane Franky, però, vengono subito ostacolati da una serie di sfortunate coincidenze e affari azzardati che lo coinvolgono in un improbabile giro di droga e amicizie attira guai.

Franky è l’opera prima del regista umbro Joel Anitori che lo ha scritto, diretto e co-prodotto, facendo di questo film una sorta di dichiarazione d’amore alla propria regione, ai suoi paesaggi e alle storie che vi nascono. Franky è anche il primo lungometraggio prodotto dalla Baburka Production. Il regista dice del film: Il progetto Franky nasce ovviamente dalla voglia di raccontare una storia ambientata in Umbria. Il protagonista Franky è un giovane antieroe romantico, che cerca la sua strada in una società in crisi di valori. A questa sua confusione fa da sfondo una bellissima natura Umbra, immutabile e sorda ai drammi umani.

Il Regista

Joel Francesco Anitori nasce a Cannes nel 1975 e si trasferisce in Italia giovanissimo. Comincia la sua carriera artistica come assistente dell’artista contemporaneo Jannis Kounellis, con il quale collabora per più di dieci anni, per poi avvicinarsi al teatro come assistente della famosa coppia Carlo Quartucci e Carla Tatò. Conseguito il diploma di regia alla NUCT di Roma negli anni duemila, dirige tre cortometraggi antecedenti alla sua opera prima, Franky (2016). Il primo corto, Gatto e Volpe, è un western ambientato nel mondo della musica; il secondo, I soliti noti è un dichiarato omaggio al capolavoro di Mario Monicelli nel quale tre studenti rubano delle pellicole e delle macchine da presa per girare il loro primo film della scuola di cinema. Approfittando di un’esperienza lavorativa come tipografo a Tel Aviv, dirige un altro corto, una versione moderna di Aspettando Godot dove un gruppo di amici deve incontrarsi con un amico apparentemente introvabile. Ad oggi, Joel Anitori sta lavorando ad altri due soggetti di lungometraggi.