Buongiorno amici della Baburka, anche quest’anno è venuto e passato il festival più prestigioso del nostro paese, la grande kermesse sulla laguna, la Cannes italiana, il festival a cui tutti i registi italiani, e non solo, aspirano ad accedere, anche solo per poter dire di essere stati selezionati ad uno dei più esclusivi showcase cinematografici del mondo. Già, anche solo partecipare, perché di vincere a Venezia, sopratutto per gli autori nostrani, non se ne parla proprio.

Anche quest’anno infatti il festival del leone di San Marco ha premiato opere indubbiamente pregevoli e artisticamente valide ma, sfortunatamente, ha mantenuto la tradizione di premiare film che difficilmente vedranno il buio delle sale nostrane. Opere che hanno sì un alto valore artistico ma spesso mancano di capacità attrattiva nei confronti del pubblico, diventando presto oggetti di culto per ristrettissime nicchie di esperti e mancando in quello che, almeno sencondo noi, è uno dei principali scopi dell’arte: avere un’impatto sociale influenzando fasce più o meno larghe di pubblico.

Ma chi verrà mai influenzato da un film che “non si fa vedere”, o che comunque non riuscirà a trovare (nonostante il palmares) una distribuzione? E ripeto, non certo per mancanze dal punto di vista contenutistico, ma per l’inacessibilità di cui spesso e volentieri questi titoli sono ammantati.

Certo, ogni anno vengono premiati film cosidetti “di compromesso”, ovvero opere leggermente più accattivanti o di autori più “commerciali”, ma ciò non toglie che il leone d’oro anche quest’anno, grazie al presidente della giuria Sam Mendes, è andato a un film che molto difficilmente troverà una distribuzione: The Woman Who Left del filippino Lav Diaz, che, tanto per chiarire il nostro punto, dura più di tre ore, rendendolo inadatto alla distribuzione in sala.

Tra le opere “di compromesso” premiate possiamo indicare Nocturnal Animals di Tom Ford, che si porta a casa il Gran Premio della Giuria, altro premio “di consolazione” va a Emma Stone, che porta a casa la Coppa Volpi per la sua intepretazione in un film che avrebbe meritato di più, ovvero La La Land di Damien Chazelle. Nel frattempo torna il mai troppo amato ex-equo, questa volta alla Regia per Escalante e Konchalovsky, rispettivamente per La Region Salvaje e Paradise, il primo dei quali rappresenta una bella novità, anche solo per il fatto di essere un film di fantascienza brioso e intelligente, un genere non esattamente di casa a Venezia.

Ovviamente anche quest’anno gli italiani tornano a casa a bocca asciutta, e anche questa volta si levano i cori in difesa dell’arte nostrana; ma in realtà un premio c’è, ed è il prestigioso Premio Orizzonti per il Miglior Film a Federica Di Giacomo per Liberami. Evidentemente, per la giuria, l’italia va bene finché si è giovani e con poche responsabilità ma tanta voglia di stupire, appena si diventa autori affermati qualcosa si spezza, diventiamo forse troppo impegnati a dimostrare la nostra autorialità e perdiamo di vista il fatto che non è l’autore ma il critico a doversi occupare di artisticità dell’opera, quando invece l’autore dovrebbe preoccuparsi semplicemente di fare il suo lavoro al meglio. Non so se sia così, ma nel passato ci sono diversi esempi a corroborare la teoria, voi che ne dite?

In ogni caso, ecco elencati tutti i premi di questa 73esima Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia.

  • Leone d’Oro per il Miglior Film: The Woman Who Left di Lav Diaz
  • Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: Tom Ford per Nocturnal Animals
  • Leone d’Argento per la Migliore Regia: ex aequo Amat Escalante per La Región SalvajeAndrey Konchalovsky per Paradise
  • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Oscar Martinez per El Ciudadano Ilustre di Mariano Cohn e Gastón Duprat
  • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Emma Stone per La La Land di Damien Chazelle 
  • Miglior Sceneggiatura: Noah Oppenheim di Pablo Larraín
  • Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Paula Beer per Frantz di François Ozon 
  • Premio Speciale della Giuria: The Bad Batch di Ana Lily Amirpour
  • Premio Orizzonti per il Miglior Film: Liberami di Federica Di Giacomo
  • Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Fien Troch per Home
  • Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Bitter Money di Wang Bing
  • Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Koca Dünya di Reha Erdem
  • Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: La Voz Perdida di Marcelo Martinessi
  • Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Nuno Lopes per São Jorge di Marco Martins
  • Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Ruth Díaz per Tarde Para la Ira di Raúl Arévalo